Chi siamo

Tutto è nato dall’esperienza di giovani appartenenti a un gruppo parrocchiale che negli anni ’60 facevano volontariato in istituti e presso famiglie con figli disabili, cercando di rompere la loro solitudine favorendone la socializzazione. Ci si accompagnava a loro, si prendevano in carico i loro bisogni e si cercava di farli uscire dal chiuso della loro condizione con feste, vacanze, domeniche organizzate… E tutto questo in un clima di entusiasmo e di inventiva.

Nell’agosto del 1972 si dava inizio ad una esperienza di comunità permanente con bambini e portatori handicap. Ha preso forma la prima realtà di “casa-famiglia” della nostra regione e, per quanto sappiamo, in Italia.
Questa piccola comunità di 15 persone si trovava allora a Montilgallo di Longiano (FC), in due case di campagna date in uso gratuito. Questo primo nucleo si autogestiva attraverso un lavoro artigianale.

Nel 1985, lo spostamento presso la canonica della Parrocchia S. Innocenza V. e M. zona Montetauro (Comune di Coriano di Rimini) ha segnato l’inizio di un ampliamento della comunità e nel 1988 è stata fondata la Montetauro Cooperativa Sociale ar.l.
Nello stesso tempo, oltre ad un lavoro socio-assistenziale svolto con gli Enti pubblici, si portava avanti un lavoro di intermediazione con i missionari attivi in varie parti del mondo: inizialmente raccolta carta per Mani Tese (anni ’60), raccolta e invio di medicinali e vestiario usato a missionari in Africa e America Latina (Comboniani, Guanelliani, Cappuccini…).
Agli inizi degli anni ’90 abbiamo avviato i primi sostegni a distanza (SaD), sempre tramite istituti religiosi o missionari conosciuti personalmente.

Mentre la Cooperativa continuava il suo lavoro nel campo socio-assistenziale, molte persone ci contattavano chiedendo aiuto (disabili, senza dimora, ecc.). Poiché non erano inviate dalle ASL o perché appartenenti a competenze territoriali diverse (soprattutto dal sud Italia), non venivano e non vengono tuttora prese in carico dagli Enti pubblici. Per questi motivi, è stata necessaria nel 2000 la costituzione dell’associazione “La Piccola Famiglia onlus“.

L’associazione intende perseguire:

  • esclusivamente finalità di solidarietà sociale in generale e in particolare nei settori dell’handicap, dei soggetti disabili, dell’immigrazione, della prostituzione, del disagio minorile e dell’aiuto famigliare;
  • beneficenza sia in Italia che all’estero destinata a tutte le situazioni che riterrà di particolare interesse per il raggiungimento degli scopi associativi, compresa l’adozione a distanza; l’intervento mediante acquisto ovvero costruzione, sia in Italia che all’estero di strutture residenziali ovvero diurne destinate all’ospitalità e ricovero delle persone in grave situazione di disagio; interventi di risanamento di ambienti insalubri destinati ad abitazione di soggetti che versano in particolare situazione di disagio e povertà;
  • educazione e istruzione nell’accezione più ampia del termine, e in particolare tesa all’integrazione dei soggetti all’interno della comunità in cui vivono;
  • assistenza sociale e socio-sanitaria anche in collaborazione con strutture accreditate per lo svolgimento di tale servizio secondo le normative dello Stato.

Lo scopo dell’associazione è perseguito, a titolo esemplificativo, attraverso lo svolgimento delle seguenti attività:

  • favorire l’integrazione dei soggetti sopra indicati nel contesto sociale;
  • operare in difesa dei loro diritti, nella tutela della dignità e qualità di vita;
  • promuovere il loro inserimento nel mondo del lavoro;
  • operare in sinergia alle pubbliche amministrazioni, agli enti competenti per realizzare servizi di assistenza in qualunque forma anche di sola partecipazione a titolo di volontariato;
  • accrescere la disponibilità di collaborazione della comunità sociale verso il nucleo famigliare al fine di sollecitare ogni forma di solidarietà in suo favore;
  • accogliere le persone che versano in grave stato di disagio presso le strutture della comunità organizzate sia in Italia che all’estero;
  • progettare e realizzare anche in collaborazione con altre strutture ed enti programmi di reinserimento sociale;
  • diffondere l’apprendimento e la conoscenza della cultura dell’impegno solidale nel campo delle leggi, della sanità, dell’educazione e del lavoro a tutte le fasce deboli della società.